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2016 PARTE LA STAGIONE ELETTORALE E REFERENDARIA

17 APRILE - NO ALLE TRIVELLE

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COMUNICATO STAMPA RIFONDAZIONE
REFERENDUM TRIVELLAZIONI - «POCO TEMPO PER INFORMARE I CITTADINI, TANTI SOLDI PUBBLICI SPRECATI!»
«Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto di indizione della consultazione referendaria sulle trivellazioni per il 17 aprile: nessun Election Day, quindi, poco tempo per informare i cittadini, tanti soldi pubblici sprecati, 300 milioni di euro per tenersi buoni i petrolieri!


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LA FUNZIONE DEL NUOVO SENATO

LE MODIFICHE COSTITUZIONALI:
— comportano lo stravolgimento della democrazia rappresentativa;
concentrano il potere nelle mani del governo e di chi lo guida attribuendo ad un unico partito il potere esecutivo e il potere legislativo
— L’unica Camera dotata di rilevanti funzioni sarà la Camera dei Deputati
— condizionano l'elezione del Presidente della Repubblica, dei giudici della Corte Costituzionale e dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura.


PERCHÈ DIRE NO

LA FUNZIONE DELLA NUOVA CAMERA

COL SUPERPORCELLUM RENZI ASPIRA A DIVENTARE L'UOMO DELLA PROVVIDENZA
Ma è già partita una raffica di ricorsi alla Corte Costituzionale


VAI AL SUPERPORCELLUM

RIFONDAZIONE COMUNISTA è a BRESCIA con due ingressi: in VIA CASSALA 34 (ingresso uffici) e in VIA ERITREA 20 (ingresso Sala incontri)

clicca sulla miniatura qui sotto

CONTATTACI: rifondazionebrescia@gmail.com telefono-0302411021 fax-0303736420
pec: rifondazionebrescia@pec.it

Anche nel 2016 puoi destinare il due per mille al nostro partito! Vai alla pagina con le istruzioni complete

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mercoledì 27 aprile 2016

Stop-TTIP a Brescia il 2 maggio al Caffè letterario

ATTENZIONE!!!
L'INCONTRO È RIMANDATO A DATA DA DESTINARSI
PER SOPRAVVENUTA INDISPONIBILITÀ DI FERRERO

IL COMITATO DI BRESCIA STOP-TTIP
Organizza la presentazione del libro:
TTIP
L'ACCORDO DI LIBERO
SCAMBIO
TRANSATLANTICO
QUANDO LO CONOSCI
LO EVITI
NE PARLIAMO CON L'AUTORE DEL LIBRO:
PAOLO FERRERO - Segretario Nazionale Prc
e
ORIELLA SAVOLDI - Segreteria Camera del Lavoro di Brescia
LUNEDI' 2 MAGGIO 2016
ORE 20.30
presso
CAFFE' LETTERARIO PRIMOPIANO
Via Cesare Beccaria, 10 Brescia


lunedì 18 aprile 2016

Quale prospettiva per i lavoratori e per il sindacato nel nostro paese?

- Come si fa a parlare di diritti e libertà quando non si difendono e addirittura si condannano quei lavoratori che per quei diritti rischiano il proprio posto di lavoro?
- Come si fa a parlare di democrazia se la si nega all'interno della propria organizzazione?
- Come si fa a lottare contro i padroni se ci si comporta come un padrone dentro il proprio sindacato?
- Chi lotta per i diritti e la libertà ha bisogno di coerenza, non di prepotenza!!!

- Per questo rifiutiamo i brutali comportamenti di Maurizio Landini e siamo solidali con chi ne è colpito! 
QUALE PROSPETTIVA PER I LAVORATORI E PER IL SINDACATO NEL NOSTRO PAESE?

giovedì 21 aprile 2016 alle ore 21


presso la Casa della Sinistra in via Eritrea 20

ASSEMBLEA PUBBLICA
con
Sergio Bellavita

portavoce nazionale dell’area
 “il sindacato è un’altra cosa - opposizione cgil”

Stefania Fantauzzi
RSA- FCA (ex FIAT) stabilimento di Termoli
A questo incontro sono state invitate la segreteria della CGIL e delle FIOM di Brescia
PARTECIPATE!!!
“ il sindacato è un’altra cosa - opposizione CGIL” - Brescia
Aderiscono: C.S28maggio, P. R.C, SinistrAnticapitalista, Ross@, L'altra Franciacorta

25 aprile - Tra i relatori la compagna Laura Alghisi sindaco di Verolavecchia

Qui sotto il manifesto ufficiale del Comune di Brescia per la celebrazione del 25 aprile: alle ore 17.45, in occasione del 70° anniversario del voto alle donne parlerà la sindaca di Verolavecchia Laura Alghisi.


martedì 12 aprile 2016

BASTA LA SALUTE - a Brescia una piéce sulla tragedia Caffaro

Nella sonnolenta e pingue Brescia si muoverà finalmente qualcosa sul disastro ambientale che avvolge la città? La grande manifestazione do Domenica 10 Aprile "Basta veleni" si tradurrà in qualcosa di concreto? Per intanto segnaliamo questa iniziativa, se non altro per la sua originalità:

Teatro Laboratorio – Spazio Aità

Con piacere segnaliamo il debutto del nuovo spettacolo

BASTA LA SALUTE !
Il caso Caffaro

dal 26 al 30 Aprile ore 21

Lo spettacolo si pone come voce in un coro di voci.
Voce senza compromessi nel rovinoso paesaggio dell’inquinamento.
Non dovrebbe mancare la comicità tipica di chi, giocando a fare lo struzzo,
si ritrovò senza sabbia dove nascondersi.


Presso Spazio Aità
Contrada delle Bassiche 27/b
Brescia
Ingresso € 7

Si consiglia la prenotazione allo 030 302696



Quello che segue è il testo che illustra l'iniziativa (il retro del volantino);

BASTA LA SALUTE!
13 agosto 2001, scoppia sulle pagine di Repubblica il caso Caffaro. Nella zona sud di Brescia, la città è cresciuta insieme e attorno alla Caffaro, che ha prodotto per 50 anni Pcb. Oggi il policlorobifenile non si può più produrre nel mondo intero, perché è considerato fortemente cancerogeno. Anche se è apparentemente innocuo, è una molecola simile alla diossina e come quel veleno non si degrada, rimane a lungo nel terreno.
Tutti i quartieri intorno alla fabbrica sono inquinati. Per 50 anni la Caffaro ha disperso ogni giorno 10 kg di Pcb. In tutto 150 tonnellate. Quando la sua tossicità per l’uomo si calcola in ordine di nanogrammi.
Dal 2002 tutti a Brescia e a Roma lo sanno: ma la bonifica non è mai cominciata e si è lasciato che 25.000 persone continuassero a vivere nel veleno. È proibito camminare sull’erba, nessun suolo verde, non asfaltato o cementificato, può entrare in contatto con l’uomo.
La storia che vi raccontiamo non riguarda solo Brescia, perché l’Italia è piena di siti inquinati, contaminati e non bonificati, non lontani dall’abitato, ma vicino alle case, alla gente, alle scuole. Sono 100 mila gli ettari inquinati da Nord a Sud, tutti in attesa di bonifica. Solo in tre siti di interesse nazionale è stato approvato il 130% dei progetti di bonifica previsti.
Da Taranto a Mantova, da Gela a Marghera, da Manfredonia a Casale Monferrato: un business da 30 miliardi di euro tra ritardi, inchieste giudiziarie e commissariamenti, frutto della superficialità, della corruzione, dell'indifferenza per le vite degli altri e per la nostra terra.
Basta la salute” ripercorre con rigore storico e scientifico la storia del Pcb a Brescia dal 1976 a oggi, ricostruisce nel dettaglio il succedersi di sopraffazioni, omertà e aspetti grotteschi del caso Caffaro, il caso di una città che può con diritto primeggiare in Italia per il suo triste stato ambientale.
Vedete, come faccio, come faccio a farla diventare una tragedia questa storia? Ogni volta che sembra che la situazione degeneri, una trovata geniale, da commediuccia all’italiana, la fa diventare opera buffa, barzelletta. E noi siamo qui che ridiamo …”.
Lo facciamo perché è un’urgenza parlarne: siamo costretti, accerchiati, messi alle corde.
Lo facciamo per chiedere che la salute dei cittadini diventi la priorità assoluta, anche se a Brescia questa necessità sembra quasi un tabù, forse perché la situazione è troppo grave. E la gente preferisce girarsi dall’altra parte, fare finta di niente, piuttosto che aprire gli occhi su quello che sta succedendo sulla nostra pelle.
Lo facciamo attraverso un’ironia leggera e spiazzante, capace di coniugare poesia e tragedia.
Lo facciamo perché bisogna sapere, per resistere meglio alla prepotenza e alla menzogna di chi dovrebbe tutelarci.
Lo spettacolo si pone come voce in un coro di voci.
Voce senza compromessi nel rovinoso paesaggio dell’inquinamento. Non dovrebbe mancare la comicità tipica di chi, giocando a fare lo struzzo, si ritrovò senza sabbia dove nascondersi.

mercoledì 9 marzo 2016

Honduras - Comunicato di Rifondazione Comunista sull'omicidio di Bertha Cáceres

La storia dell'Honduras, come quella di tutta l'America Latina, ha sempre goduto delle ricadute della "Dottrina Monroe" (1823), racchiusa nello slogan "L'America agli americani" sempre inteso in seguito come se per "Americani" fosse sottinteso che si parlava degli Stati Uniti d'America.
In tempi più recenti l'Honduras è stato la base di partenza per la guerra guerreggiata, condotta per conto degli Stati Uniti e benedetta da papa Wojtyla, contro il governo Sandinista del Nicaragua di Daniel Ortega.
Più recentemente ancora il presidente Obama, fresco fresco di premio Nobel per la pace, assistette al colpo di stato (o assistette il colpo di stato) che il 28 giugno 2009 depose il presidente eletto Manuel Zelaya Rosales a causa della sua politica moderatamente riformista; colpo di stato giustificato da un presunto "attentato alla Costituzione" compiuto da Zelaya, per il suo progetto di indire un referendum che gli consentisse di essere rieletto.
Da allora la politica neoliberista, già dominante in Honduras, ha potuto dilagare con tutte le sue atrocità, che nel "cortile di casa" degli USA sono notoriamente di una qualità diversa da quella che noi, fino ad oggi almeno, siamo abituati a nostra volta a subire a causa della politica liberista.
L'ultima di queste atrocità è stata l'uccisione della militante dei diritti delle popolazioni indigene Bertha Cáceres. Qui sotto pubblichiamo il comunicato di Fabio Amato e Marco Consolo del dipartimento esteri del Partito della Rifondazione Comunista:

Il Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea condanna con forza l’assassinio di Bertha Cáceres, storica dirigente del COPINH (Consejo Civico de Organizaciones Populare e Indigenas de Honduras), sempre in prima linea per la difesa dei diritti del popolo Lenca e di tutto il popolo honduregno.
Bertha è stata assassinata all’alba del 3 marzo, in casa sua, mentre dormiva. Cercheranno di farlo passare per un crimine comune, ma noi sappiamo, insieme a tutta la comunità internazionale, che si tratta di un omicidio politico i cui mandanti sono da ricercare tra le imprese multinazionali presenti nel Paese, che godono della copertura delle autorità.
Insieme agli omicidi dei dirigenti sociali, la criminalizzazione degli attivisti in Honduras è sempre più forte, e passa sempre più sotto silenzio.
Bertha Cáceres aveva ricevuto, lo scorso 20 aprile, il Premio Goldman 2015, un importante riconoscimento per gli attivisti in difesa dell’ambiente, e lo aveva dedicato al popolo Lenca, alla sua resistenza e al suo valore.
Bertha è stata minacciata, insultata, incarcerata, ma ha continuato a dedicare tutte le sue energie alla lotta contro il sistema capitalista, patriarcale, sfruttatore di corpi e di risorse naturali.
Il Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea unisce la propria voce a quelle che si sono espresse in questi giorni in ogni parte del mondo, indignate, arrabbiate, tristi, ma non certo sconfitte, ed esige la punizione dei responsabili e la cancellazione del progetto idroelettrico Agua Zarca a Río Blanco, portato avanti dall’impresa DESA. Il PRC-SE esprime le proprie condoglianze e tutta la nostra solidarietà alla famiglia di Bertha Cáceres, al COPINH e alle militanti e ai militanti che ogni giorno in Honduras difendono la propria terra e i propri diritti, mettendo a rischio la propria incolumità.
Hasta siempre, Bertha!
Roma 8-3-2016
Fabio Amato Marco Consolo




mercoledì 2 marzo 2016

RIFONDAZIONE COMUNISTA: QUALI GLI SCENARI E QUALI LE PROSPETTIVE DELLA SINISTRA

In uno scenario nazionale e internazionale sempre più preoccupante, a sinistra ci sono movimenti ed inquietudini in cui non sempre è facile orientarsi.
Pertanto la Federazione dei Brescia promuove un

ATTIVO
APERTO A ISCRITTI E SIMPATIZZANTI

VENERDÌ 11 MARZO 2016
ALLE ORE 20.45

PRESSO LA SALA INCONTRI
VIA ERITREA 20E

"RIFONDAZIONE COMUNISTA: QUALI GLI SCENARI E QUALI LE PROSPETTIVE DELLA SINISTRA"

Con la partecipazione di
NANDO MAINARDI - SEGRETERIA NAZIONALE PRC-SE
DINO GRECO - DIREZIONE NAZIONALE PRC-SE

La segreteria provinciale del Partito della Rifondazione Comunista

Liberi di scegliere - Sabato 5 marzo 2016 - ore 16.30 San Carlino - Brescia

venerdì 26 febbraio 2016

Referendum no-triv - Anche l'Italia vuole il "suo" petrolio

Il referendum contro le trivelle nei nostri mari, che sono tutti mari chiusi (in particolare l'Adriatico è in realtà poco più di una grande pozza), con conseguenze devastanti in caso di incidente (ricordate il Golfo del Messico?) sembra in realtà un oggetto misterioso, anche dopo che il governo ha fissato per il 17 aprile la data di effettuazione. Su internet non c'è verso di trovare almeno il testo del quesito al quale dovranno rispondere gli italiani. In mancanza d'altro riportiamo qui un articolo di Left, che sembra abbastanza informato:
È il referendum dell’assurdo quello del 17 aprile sulle trivelle. Il governo ha deciso di boicottare la consultazione sul prolungamento “a vita” delle concessioni petrolifere in scadenza, quelle entro le 12 miglia al largo dei nostri mari, fissando una data a breve scadenza e negando l’accorpamento con il voto alle Amministrative. Significa un esborso di circa 360 milioni di euro per le casse dello Stato, ma la cifra potrebbe addirittura raddoppiare: la Corte Costituzionale, infatti, sta vagliando due conflitti di attribuzione (sulle trivelle a terra e sul coinvolgimento degli enti locali) che potrebbero diventare altrettanti quesiti, e quindi rendere necessario un nuovo appuntamento referendario sullo stesso tema. Da qui l’appello – caduto nel vuoto – al Presidente Mattarella a non controfirmare l’indizione delle consultazioni, anche per evitare un contrasto con il pronunciamento della Consulta, atteso per il 9 marzo.
Su questo tema il governo è nel pallone. Con lo Sblocca Italia ha dichiarato “strategiche” le trivellazioni, esautorando di fatto Regioni ed enti locali da ogni decisione. Lo scorso dicembre poi, complice la pendenza di sei quesiti referendari (dei quali finora è sopravvissuto soltanto quello sulle concessioni già in essere), ha introdotto con la legge di Stabilità il divieto di ricerca di idrocarburi entro le 12 migliadalla costa (poi il Mise ha rigettato 26 progetti) e garantito maggiore partecipazione agli enti locali. Anche l’allarme sulle trivelle al largo delle Isole Tremiti è rientrato: la Petroceltic, titolare della concessione, ha annunciato che non la utilizzerà. Dopo la notizia che anche la piattaforma abruzzese di Ombrina Mare non si farà,restano in piedi i progetti in Sicilia, quelli oltre le 12 miglia e i tre grandi giacimenti dove già si estrae petrolio: il Guendalina di Eni nell’Adriatico, il  Rospo di Edison davanti alle coste abruzzesi e il  Vega, anche questo di Edison, nel canale di Sicilia davanti a Ragusa. Questi ultimi, se passa il sì, alla scadenza delle concessioni dovranno cessare le attività.
Il timore del governo è che, una volta raggiunto il quorum, la portata del referendum vada ben oltre la lettera del quesito e la vittoria del “sì” consolidi un consenso generalizzato ad arrestare l’italica “corsetta” al petrolio. D’altro canto, la mobilitazione dell’ultimo anno ha visto saldarsi le istanze di comitati locali, associazioni ambientaliste, sindaci e Regioni. E nel frattempo cadono progressivamente anche le ragioni di chi spiegava che «se non lo facciamo noi, il petrolio lo estrarranno i nostri dirimpettai». Il primo ministro croato Tihomir Orešković ha annunciato di recente una moratoria delle perforazioni, mentre i NoTriv pugliesi hanno chiesto al governo montenegrino, e a quello italiano che deve dare il consenso, di bloccare ogni attività di ricerca per gli evidenti rischi ambientali e per il pericolo di intercettare ordigni inesplosi.
Ma tornando alle acque di casa nostra, a chi giova restare attaccati al greggio? Al di là (o forse a causa) delle pressioni delle lobby, le previsioni contenute nella Strategia energetica nazionale, datata 2013, enfatizzano il potenziale delle nostre riserve, i giacimenti ancora da sfruttare. «Le risorse potenziali totali ammontano a 700 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, ndr) di idrocarburi (peraltro, dato che negli ultimi 10 anni l’attività esplorativa si è ridotta al minimo, è probabile che tali dati di riserve siano definiti largamente per difetto)», recita il documento politico-programmatico. Stando alle previsioni governative, “trivellando tutto il trivellabile” copriremmo l’intero fabbisogno italiano di gas e di petrolio per oltre 5 anni, che diventano 50 mantenendo l’attuale livello di ricorso agli idrocarburi estratti in Italia. Il documento, in realtà, chiarisce che le riserve “certe” ammontano a 126 Mtep, mentre sono soltanto “probabili e possibili” le restanti 574. Per Legambiente «le nostre riserve coprirebbero soltanto 8 settimane di fabbisogno nazionale, un’inezia rispetto ai rischi e ai costi che comporterebbe estrarlo». È un’assurdità, spiegano dal movimento NoTriv, dinanzi a un tracollo del prezzo del petrolio come quello attuale.

Da Reagan a Obama son tutti uguali

Dall'avvio della svolta con la quale il centro dell'impero ha avviato l'aggressione globale al mondo, la politica liberista (Padroni, siete liberi di prendervi tutto!) procede senza soste e senza remore. Ora tocca di nuovo all'Argentina. Questa terra martoriata e potenzialmente ricchissima ha subito prima l'orrore della dittatura della Giunta militare dal 1976 al 1983, con il sostegno esplicito della Chiesa ufficiale; poi il primo tracollo finanziario dovuto alla speculazione della "finanza creativa", che si arricchisce prima creando, appunto moneta fasulla; ma che quando si arriva alla resa dei conti vuol essere pagata con moneta reale.
Ora al governo è andato per l'appunto l'uomo di fiducia di questa finanza globale, che sta imponendo con una "velocità" sconosciuto persino al nostro Presidente del Consiglio, il suo programma di totale continuità, sul piano economico, con quello della Giunta.
Pubblichiamo qui sotto la protesta-appello del "Grupo de Argentinos en Italia por la Memoria, la Verdad y la Justicia":

 Argentina:
MACRI = FAME

Dalla promessa elettorale di una
rivoluzione dell’allegria” a una realtà
di povertà e pallottole di gomma

Licenziamenti selvaggi e indiscriminati di cooperative di servizio, assistenti sociali, operai, ricercatori e giornalisti, per mettere a tacere la voce dell’opposizione.
Inflazione incontrollabile, pallottole di gomma per reprimere manifestazioni e feste di quartiere ferendo anche bambini.
Patto con i fondi avvoltoio e il FMI per ottenere prestiti che indebiteranno un’altra volta il popolo argentino con un nuovo swap del debito.
Privilegi per il settore agricolo e minerario con una drastica riduzione delle tasse.
Per non parlare del tentativo di smantellare e indebolire la Politica di Diritti Umani, un argomento molto sensibile per il Paese.
Tutti i settori del Paese sono sotto attacco del revanchismo neoliberista dell’attuale governo del presidente Macri che in meno di due mesi ha prodotto, a forza di decreti, un drastico cambiamento strutturale nel Paese con l’obiettivo dichiarato di smantellare e distruggere le politiche di inclusione sociale, economica e culturale, conquistate nel corso degli ultimi 12 anni dopo la grande crisi del 2001.
Come si presenterà alla prossima udienza del 27 febbraio di fronte al Papa, un presidente che in soli due mesi di carica ha portato povertà, inflazione incontrollata, instabilità, licenziamenti in massa, censura e leggi speciali per reprimere le proteste?
Come si presenterà davanti al Papa un presidente che, tra le altre cose, ha imprigionato senza giusta causa Milagro Sala, direttore e capo dell’organizzazione di quartiere di Tupac Amaru e rappresentante della sua provincia nel Parlasur scatenando la condanna anche di Amnesty International e del Parlamento Europeo?


Grupo de Argentinos en Italia por la Memoria, la Verdad y la Justicia
Progetto Sur onlus
Frente Murguero Italiano

lunedì 22 febbraio 2016

Perché è partito l'attacco al pubblico impiego

Da settimane il governo Renzi e i principali mezzi di comunicazione portano avanti una campagna violenta contro le lavoratrici e i lavoratori pubblici, accusati in sostanza di essere tutti nullafacenti, come se ospedali, scuole, enti locali, biblioteche e il resto del comparto pubblico funzionassero da soli.
Nessuno come è ovvio difende i comportamenti fraudolenti di chi fa timbrare il cartellino da altri. Ma quei comportamenti erano già perseguibili e passibili di licenziamento a normativa vigente, come dimostrano gli stessi casi di Sanremo e Tolmezzo, senza che ci fosse nessun bisogno di intervenire con nuove norme.

Il decreto del governo e la crociata mediatica continuamente alimentata hanno dunque altri scopi


domenica 21 febbraio 2016

Cioccolatini alla Gran Bretagna, bastonate alla Grecia (e a noi)

Link
L'accordo UE anti Brexit
infamia sociale
che anticipa il TTIP
 

L'accordo per far passare il sì al referendum sulla permanenza della Gran Bretagna nella Unione Europea mostra tutta la malafede reazionaria e antisociale che è alla base di questa costruzione europea. L'Unione Europea trova l'unità solo quando si tratta di togliere diritti sociali a qualcuno, solo quando si possono stabilire gerarchie di potere e diseguaglianze. Si sta nella Unione Europea per colpire i diritti dei popoli e per creare gerarchie di privilegi tra stati e favorire i gruppi più potenti del capitalismo finanziario. Per tenere unita l'Unione Europe alla Grecia è stato imposto il memorandum che sta portando le condizioni sociali di quel popolo indietro di cento anni.
La Gran Bretagna è infinitamente più potente della Grecia, e quindi per restare nella Unione ha ottenuto misure di segno opposto, cioè la possibilità per le sue grandi imprese di godere tutti i vantaggi finanziari della Unione, ricordiamo che la FCA FIAT ha stabilito lì la sede fiscale per pagare meno tasse, e nello stesso tempo quello di pagare, per questi vantaggi, il meno possibile.
L'accordo per evitare la Brexit prevede misure liberiste a favore delle imprese e del mercato globale di tutti i tipi, in questo senso diventa il cavallo di Troia per la sottoscrizione da parte della UE del famigerato TTIP con gli USA, anticipandone contenuti e principi. Ma soprattutto l'accordo è una infame intesa per il super sfruttamento del lavoro migrante.
La malafede di Cameron e del capitalismo britannico, che hanno bisogno dei migranti, ma vogliono pagarli il meno possibile per ricattare così anche i lavoratori nativi, è stata formalizzata nell'accordo. I lavoratori regolari provenienti dai paesi UE per 7 anni avranno meno diritti e garanzie sociali degli altri. Si torna così al peggio della condizione della immigrazione europea, che l'Italia ha vissuto da Marcinelle ai gastarbeiter degli anni 50.
Emerge tutta la truffa della cosiddetta cittadinanza europea. Essa vale solo per i ricchi e per gli stati più potenti, gli italiani che andranno a lavorare in Gran Bretagna, e son già decine di migliaia, saranno cittadini europei di serie B. Ad essi si aggiungeranno i migranti regolarizzati extracomunitari, che saranno europei di serie C e sotto di essi tutti gli irregolari che sono e saranno fuori classifica, esposti al più turpe commercio delle vite. Intanto ogni paese europeo costruisce i suoi muri contro i migranti, e i paesi più ricchi scaricano sui più poveri il compito di costruire lager e fili spinati per fermare i profughi.
Con questo accordo l'Unione Europea rinuncia a qualsiasi finta utopia democratica e si riconosce come un'associazione brutale di interessi economici di poteri forti, con precise aree di influenza e affari. L'Euro rinuncia a diventare quella moneta europea di cui cianciano i suoi sostenitori, e si consolida come moneta tedesca allargata. Il solo terreno che unifica i paesi europei resta quello, come dichiara l'accordo, dello sviluppo della competitività, cioè di quella concorrenza al ribasso sui salari e sui diritti sociali che è alla base delle politiche di austerità di ogni stato.
Cameron, Hollande, Merkel i loro ridicoli servetti Renzi e Tsipras hanno mostrato che la classe politica dei governi europei, al di là di distinzioni di facciata, è fatta tutta della stessa pasta e agisce per rispondere agli stessi interessi e poteri economici e finanziari
Oramai è chiaro che l'Unione Europea è solo una gabbia per i diritti dei popoli, una gabbia che si fa sempre più stringente e oppressiva. Non c'è futuro per la democrazia e i diritti sociali e del lavoro nella Unione Europea. Solo con la sua rottura, solo rifiutando i vincoli economici UE, l'Euro e il braccio armato e guerrafondaio della NATO, solo liberandosi della gabbia i popoli europei avranno un futuro di progresso.
La Piattaforma sociale Eurostop dopo l'accordo anti Brexit ha tante ragioni in più per la campagna contro UE Euro e NATO , che quindi dovrà essere estesa è intensificata. Anche per smuovere i tanti silenzi e opportunismi politicamente e oramai anche moralmente inaccettabili nelle forze progressiste italiane.
Il 12 marzo saremo alle manifestazioni contro la guerra e la NATO, poi ci impegneremo nella mobilitazione contro la UE .
In ogni caso Eurostop si augura e sostiene la vittoria del No al referendum in Gran Bretagna.


PIATTAFORMA SOCIALE EUROSTOP

giovedì 18 febbraio 2016

Mercoledì 24 febbraio 2016 - assemblea presso la CASA DELLA SINISTRA - Via Eritrea 20f

Brescia, febbraio 2016
La grave situazione internazionale di guerre, conflitti ed esodi che si è venuta a creare ci sta preparando ad un ennesimo intervento militare spacciato per umanitario. L’Italia è già un paese in guerra in spregio al dettato costituzionale. L’Italia viola costantemente le sue stesse leggi come la N. 185 del 1990 che vieta l’export di armi a paesi che sono in guerra, così come l’art. 51 della Carta delle Nazioni Unite. Inoltre accettiamo passivamente che sul nostro territorio vengano stoccate bombe atomiche pronte per essere utilizzate come strumenti di distruzione di massa.
Ricordiamo che nella nostra provincia, a Ghedi, abbiamo un arsenale nucleare spaventoso che vedrà l’arrivo a breve di bombe atomiche di nuova generazione, le B61-12, ancora più micidiali delle B61.
Inoltre vogliamo ricordare che l’Italia è al 12° posto nel mondo per le spese militari, con 80 milioni di euro al giorno; quando la mortalità in Italia nell’anno 2015 è aumentata del 10% a causa del costo delle cure mediche. Viviamo all’interno di una logica perversa dove si spendono più soldi per ammazzare e meno per curare.
Vogliamo ricordare l’appello lanciato da Alex Zanotelli per rilanciare il movimento contro le guerre, contro la produzione bellica italiana, contro la vendita di armi. In questo appello ci ricorda le parole di Papa Francesco: “La guerra è proprio la scelta per le ricchezzeFacciamo armi: così l’economia si bilancia un po’ e andiamo avanti con il nostro interesse. C’è una brutta parola del Signore. Maledetti coloro che operano per la guerra, che fanno le guerre: sono maledetti, sono delinquenti!”. E aggiunge:“La guerra è un affare. I terroristi fabbricano armi? Chi dà loro le armi? C’è tutta una rete di interessi, dove dietro ci sono i soldi o il potere. Io penso che le guerre sono un peccato, distruggono l’umanità, sono la causa di sfruttamento, traffici di persone. Si devono fermare.”
Per queste ragioni invitiamo tutte le organizzazioni, i partiti, le associazioni, i sindacati a partecipare all’assemblea pubblica che si terrà mercoledì 24 febbraio alle ore 21 presso la sede della “Casa della Sinistra” in via Eritrea, di fronte al Bresciaoggi, in preparazione del presidio-concerto che si terrà a Ghedi davanti alla base militare sabato 12 marzo 2016.

donne e uomini contro le guerre

giovedì 11 febbraio 2016

Solidarietà al Centro Sociale 28 maggio

Questa notte il Centro Sociale 28 Maggio è stato oggetto dell'ennesimo "avvertimento" mafioso da parte di uno dei "Gruppuscoli" fascisti di nuova generazione.
Per questa volta l'avvertimento si è limitato alla posa di due locandine sull'ingresso del Centro Sociale. La relativa innocuità della "sanzione" nulla toglie alla gravità, ripetiamo, tutta mafiosa, dell'avvertimento, tanto più se si considera la "logistica" del centro sociale.
Riportiamo qui il comunicato del Centro Sociale, ribadendo la piena solidarietà al 28 Maggio, confermando la piena consonanza con le sue attività e le sue iniziative politiche.

ENNESIMA PROVOCAZIONE FASCISTA AL CENTRO SOCIALE 28 MAGGIO

Il Centro Sociale 28 maggio di Rovato (Bs) denuncia l’ennesima provocazione dei soliti noti fascisti che hanno affisso stanotte sulla porta del centro due volantini di indizione di due loro  vergognose iniziative sulle foibe che si sono tenute una a Brescia ieri 10 febbraio 2016 organizzata dal gruppo di fasci di Brescia Identitaria con fiaccolata in onore dei martiri del comunismo e una stasera 11 febbraio nel salone del pianoforte del comune di Rovato, evento voluto e finanziatodall’Amministrazione comunale rovatese. Questo connubio la dice lunga sullo stato di cose presente nella nostra provincia dove ormai razzismo e fascismo si istituzionalizzano in barba al dettato costituzionale.
Con questo gesto, come una pisciatina di cane davanti alla porta, i fascisti locali mandano un messaggio minaccioso nei nostri confronti. Questo perché la nostra èuna realtà che ha una connotazione politica  molto chiara che non lascia spazio ad interpretazioni.
Negli ultimi anni Brescia e la sua Provincia subiscono una sempre più plateale e pubblica ostentazione di simboli del fascismo, di commemorazioni di personaggi legati al ventennio e alla Repubblica Sociale di Salò unitamente a gravissimi episodi di violenza squadrista e razzista.
Come Centro sociale abbiamo prodotto unitamente a Rifondazione Comunista e ai cittadini per la Costituzione di San Vigilio un dossier di denuncia dal titolo“BRESCIA IN FONDO A DESTRA” Politiche dell’odio nei periodi di crisi. Per l’attuazione della XII disposizione finale della costituzione. Questo documento consegnato al Prefetto di Brescia, al Questore e ai sindaci di Brescia, Concesio e Lumezzane, contiene una denuncia argomentata e documentata delle nefaste azioni di questi gruppuscoli e chiedeva l’immediata chiusura “senza se e senza ma” di tutti i luoghi di aggregazione di queste organizzazioni nazifasciste: in particolar modo le sedi di Forza Nuova a Brescia e Lumezzane e la sede di CasaPound a San Vigilio di Concesio, ora chiusa ma non certo per opera delle autorità competenti. All’interno del documento gli episodi di intolleranza nazi-fascista a Brescia e Provincia dal 2005 al 2013.
A questa presa di posizione netta  e senza remore si aggiunge ora il nostro impegno a San Colombano, dalla fine dell’agosto 2015 teatro di una delle più sconcertanti persecuzioni ai danni non solo dei profughi che lì sono stati inviati dal Prefetto ma degli albergatori che li ospitano, la famiglia Cantoni che patisce un ostracismo e gli effetti di un odio che ricorda episodi tristissimi del periodo fascista nella più totale indifferenza non solo delle autorità competenti a mantenere l’ordine pubblico ma anche dei corpi intermedi.
Il razzismo e il fascismo istituzionale hanno preso il sopravvento in questa nostra provincia anche laddove una coscienza antifa era presente, ora abbiamo sindaci che promuovono iniziative organizzate da fascisti che travisano la storia.
Per questi gravissimi atti, che non dobbiamo mai sottostimare, chiediamo ai compagni e alle compagne di non lasciare il campo alle prevaricazioni fasciste.
La storia si ripete quando la si dimentica, perciò ricordiamoci sempre del nostro passato: il grembo che partorì la cosa immonda è ancora fecondo.

“Ora e sempre resistenza !!!”
le compagne e i compagni del Centro Sociale 28 maggio